sabato 1 maggio 2010

Trenette nere al sugo di triglia


Ho comprato un pacco di trenette al nero di seppia dall'azienda Campania Marketing che, ormai da mesi, mi porta "posto casa" la mozzarella di bufala fresca fresca.

Pensando ad un abbinamento con un sugo di pesce che avesse anche un ruolo di contrasto di colore con il nero della pasta è venuto fuori questo condimento.


Ingredienti per 4/5 persone

350/400 g di trenette al nero di seppia di Campania Marketing;
4 triglie di media grandezza;
5 grossi pomodori maturi;
un pugnetto di armelline e uno di filetti di mandorle leggermente tostati;
menta fresca;
scorzetta di limone;
olio, sale


Procedimento:

Ho spellato i pomodori dopo averli tuffati per qualche minuto nell'acqua bollente e li ho messi nel frullatore (con la lama) con le armelline, la menta, la scorza del limone il sale e pochissimo olio.

Ho sfilettato le triglie e le ho scottate per qualche minuto nel piatto crisp del forno whirpool appena unto d'olio, con la pelle rivolta verso l'alto spolverata appena con un pizzico di sale (una padella avrebbe la stessa funzione).

Ho sminuzzato una parte dei filetti e li ho amalgamati con la crema di pomodoro frullata. Cotta la la pasta l'ho fatta saltare in padella con il condimento ottenuto e ho decorato ogni porzione con qualche pezzetto di filetto rimasto e una manciata di lamelle di mandorle.

Ho bevuto un pinot grigio ramato di Attems il cui colore faceva pendant con il sugo e la cui nota floreale completava la pietanza in un' armonia perfetta.

sabato 24 aprile 2010

Torta di pesce spatola


E' un pesce buonissino. Qualcuno lo conosce come pesce bandiera o sciabola. So che da qualche parte lo disprezzano buttandolo via se per errore viene pescato!
Può piacere anche a chi non ama molto il pesce per il suo sapore delicato e la carne morbidissima.

Impanato e fritto oppure cucinato come una scaloppina sfumata all'arancia è sempre gradito a tutti. Ovviamente deve essere sfilettato dal pescivendolo prima di cucinarlo.

La ricetta richiama l'abitudine dei siciliani di "ammollicare" e "imbottire" qualunque cosa!
Carciofi, peperoni, pomodori, fettine di carne (involtini), calamari.......e il concetto è sempre lo stesso: preparare un impasto con pangrattato leggermente abbrustolito, odori a piacere, parmigiano o pecorino a piacere , pinoli e passolina , oppure capperi, pistacchi, sale e abbondante olio buono e riempire l'oggetto in questione che poi andrà in forno.

Ingredienti e preparazione:

Un pesce spatola sfilettato (due filetti lunghi) , pangrattato, pecorino con il pepe grattuggiato, scorzetta d'arancia grattuggiata, pinoli, sale, origano, olio
Per le dosi ci si può regolare in base al gusto personale.

Amalgamare tutti gli ingredienti bene con abbondante olio. Adagiare su un piano un filetto poggiandolo sulla sua pelle argentata e, dopo avere spennellato leggermente la superficie del pesce con una soluzione di olio e sale, adagiare delle cucchiaiate di impasto premendole poi con le mani per far aderire il più possibile.
Con delicatezza avvolgere il nastro di pesce a spirale sistemandolo su una pirofila o una teglia come in figura. Si può realizzare una ruota grande procedendo i giri con il secondo filetto, in alternativa se ne possono creare due piccoli. In questa operazione buona parte del ripieno si rifiuterà di rimanere a posto e quindi, una volta data la forma alla ruota e sistemata "in piedi" per la cottura, reinserire il ripieno caduto tra le fessure o nella parte superiore della torta.
Irrorare il tutto con succo d'arancia e, se necessario, aggiungere altro olio e infornare per venti minuti circa, finché il pesce sarà tenerissimo e la superficie ben colorata.
Per rendere ancora più umida la pietanza creare anche un fondo, ma proprio un fondo, nella pirofila con acqua succo e olio.
Io ho cotto la ruota farcita insieme a due ruotine semplicemente irrorate di olio e limone (per qualcuno che è a dieta :-( ) nel piatti crisp del forno a microonde, ma la cottura in forno tradizionale è l'ideale.
La torta verrà tagliata a spicchi come una vera torta, ma solo dopo averla fatta raffreddare un po'.

giovedì 25 marzo 2010

Paganini non ripete; la pizza buonissima con la pasta madre



Non ho ancora parlato della mia pasta-madre nata i primi di settembre del 2009 e, forse, è superfluo farlo vista la quantità di informazioni che è possibile recuperare su internet girovogando tra la moltitudine di blog di cucina.
E' urgente, invece, mettere nero su bianco la ricetta della pizza più buona che io abbia mai mangiato e mai (modestamente) preparato. E' nata così per caso, figlia degna di buona madre, durante gli innumerevoli esperimenti che da settembre faccio regolarmente per mettere a punto un buon pane e una buona pizza.

Devo dire però che concordo con chi già conosce la pasta madre nel dire che i risultati sono sempre sorprendenti! ...e le sorprese non sono sempre buone! La pasta madre è davvero capricciosa e, a parità di ricette e di dosaggi i risultati non sono mai uguali.

Nel caso, appunto, di questa indimenticabile pizza ho ripetuto l'esperimento una seconda volta, raddoppiando le dosi e variando il condimento. Dopo cinque ore di lievitazione sono stata costretta ad infornarla, visto l'appetito dei miei e, forse a causa di una lievitazione insufficiente, il risultato è stato deludente. Per fortuna con il lievito naturale non succede mai niente di grave alla digestione, anche quando la lievitazione non è al massimo. La pizza rimane un po' più bassa, meno friabile, ma è comunque digeribilissima.
E comunque augurandomi che Paganini ripeta qualche altra volta ecco qui dosi e procedimento.

Dosi :
120 g di pasta madre rinfrescata due volte
400 g di farina manitoba
230/250 g d'acqua
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio colmo di sale
4 cucchiai di olio extra

Procedimento:

La sera ho proceduto al solito rinfresco della pasta madre, stesso peso di farina e metà del peso di acqua. La mattina alle nove ho ripetuto l'operazione e dopo tre ore ho prelevato dall'impasto 120 g di pasta madre e ho conservato il resto in un barattolo ermetico in frigorifero.

Nella macchina del pane ho inserito tutti gli ingredienti e ho avviato il programma impasto.
Dopo qualche minuto ho spolverato l'impasto ottenuto con un altro pugnetto di farina perchè risultava molto molle e difficile da maneggiare. L'ho spianato, ungendomi le mani d'olio,
sulla leccarda del forno umburrata. Ho coperto il tutto con un telo pulito e ho lasciato riposare otto ore nel forno tiepidino (spento). Nel frattempo ho cotto una vaschetta di pomodorini tagliati a metà in una padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Dopo cinque minuti ho recuperato il liquido di cottura utilizzandolo per un ripieno e ho fatto ben asciugare i pomodori. Ho preparato a dadini un miscuglio di mozzarella di bufala e di provolone nel fondo di uno scolapasta.

Alle ore 20, quindi dopo otto ore, ho coperto la pizza, visibilmente ben lievitata,con un ricco strato di dadini di formaggio e poi con i pomodorini , ho aggiunto dell'origano, un pizzico di peperoncino e un filino d'olio.
Ho cotto in forno a 280/300 gradi . Friabile, morbida e leggerissima

venerdì 19 marzo 2010

Pietanza di Pasqua: Agnello ripieno di verdure amare e pistacchio

Ricetta di Peppe Giuffrè



Ingredienti:

Un cosciotto d'agnello disossato
100 g prosciutto cotto
200 g di carne di maiale
200 g di verdure amare miste (cime di rapa, radicchio, rucola)
50 g di bresaola a dadini
50 g di pistacchi di Bronte sgusciati e spellati
50 g di mollica di pane
50 g di pecorino
1 uovo
1 mazzetto di prezzemolo
1 rametto di rosmarino
cipolla, carote e sedano
sale e pepe e olio

Procedimento:

Cuocere le verdure e farle sgocciolare. In una insalatiera fare un impasto con la mollica di pane, la carne di maiale e il prosciutto tritati, l'uovo, il prezzemolo, il pecorino, il sale e il pepe secondo gusto. Unire le verdure sgocciolate e tagliate, i pistacchi interi o appena pestati e il rosmarino tritato. Foderare la coscia ben stesa con l'impasto preparato, unire i lembi del a carne formando un rotolo e legarlo con lo spago da cucina. Nel fondo di una teglia mettere un trito di cipolla, carota, sedano e prezzemolo e dell'olio. Poggiare il cosciotto e irrorare con altro olio e vino bianco. Cuocere per 30 min. circa in forno a 180 gradi. Servire a fette



mercoledì 17 marzo 2010

Calamari ripieni al passito di pantelleria in pentola a pressione


Sono tornata perchè ho tante cose da raccontare. Spero di trovare il tempo per scrivere e tenere vivo questo blog tanto trascurato. Ma i miei amici di blog di cucina non li ho mai mollati. Una sbirciatina in giro l'ho sempre data e mi sono tenuta aggiornata.

Questa è una ricetta ormai collaudata e facile per me, tra l'altro si presta a svariate modifiche.
Gli ingredienti che non possono mancare sono tre: i calamari (oppure i totani), un buon passito di Pantelleria (oppure una Malvasia delle Lipari) e una pentola a pressione.
In realtà, come spesso accade, è il risultato di più esperienze.

Uso da sempre la pentola a pressione per la cottura dei calamari; evito il fastidio di cotture prolungate e di risultati comunque non sempre soddisfacenti vista la caratteristica di questo mollusco. Diversi anni fa durante una Pasqua all'isola di Salina, luogo allora a me vicino dato che insegnavo in una scuola di Lipari, la titolare dell'albergo in cui alloggiavo, nonchè mamma di un mio alunno , non so se questo sia importante, ci fece mangiare, tra le varie prelibatezze dell'isola, il Calamaro alla Malvasia. Non lo dimenticherò mai!
Mi introdussi in cucina a chiedere lumi, mi spettava visto che ero la professoressa!!!
Bei tempi, contavamo qualcosa allora. Un certo rispetto almeno!

Da allora preparo spesso questa pietanza, ma evitando soffritti e avvalendomi dell'aiuto della pentola a pressione che rende il calamaro tenerissimo. Finita la possibilità di acquistare della buona Malvasia all'uscita da scuola e disponendo più frequentemente di un Passito di Pantelleria piuttosto che di una Malvasia delle Lipari la ricetta ha subito delle modifiche.

Due o tre cucchiai di pangrattato leggermente tostato per calamaro, un po' di parmigiano, i tentacoli e la testa dei calamari ridotti a pezzetti, un pugnetto di passolina e uno di pinoli, del prezzemolo, del sale, olio abbondante . Ma si può variare il ripieno aggiungendo della cipolla leggermente soffritta, dell'origano anzicchè il prezzemolo, della menta fresca, un po' di salsa di pomodoro, del limone grattuggiato, dei pezzetti di formaggio piccante ecc. ecc.
L'importante è impastare bene il ripieno rendendolo morbido con l'olio (o anche con del brodo della cottura di pomodoro) e salare le sacche dei calamari prima di riempirli. Un altro accorgimento è quello di non riempirli completamente ma per circa 3/4 , chiudere l'apertura con un stuzzicadenti e punzecchiarli con i rebbi di una forchetta o con uno stuzzicadenti per evitare di farli spaccare durante la cottura. Sistemarli nel fondo della pentola a pressione, coprirli con un bicchiere di vino passito e mezzo bicchiere d'acqua e portare a pressione. Dopo sette minuti dal fischio i calamari saranno cotti. Attendere altri cinque minuti prima di aprire la pentola. Affettarli soltanto quando saranno freddi e servirli in una pirofila con il fondo di cottura dopo averli riscaldati nel forno .

domenica 14 marzo 2010

Il piatto piange?!


Che tristezza, sembra che in tutti questi mesi io non abbia cucinato niente?
Tornerò a costo di leggermi da sola. Una raccolta fa sempre comodo, è un buon metodo per evitare di rincorrere ricette in giro tra appunti e orecchie nelle riviste di cucina. A presto

mercoledì 23 settembre 2009

I grissini di Viviana


Scopo dei grissini: accompagnare salumi o formaggi o cremine di verdure, mangiarli al posto del pane, farli fuori tutti prima che il pranzo cominci!

Questa ricetta è di Viviana Lapertosa. Chi non la conosce!? Qualcuno potrebbe conoscerla come http://www.lacuocadellaportaaccanto.com/it/la_cuoca.html .


La ricetta non si trova sul suo blog ma Lei l’ha pubblicata sul Gambero Rosso di settembre. Certo, molte persone che lavorano a casa e fuori di casa hanno poco tempo per cucinare e quindi figuriamoci se vanno a pensare di fare proprio i grissini! Non risolvono un pranzo, non sfamano nessuno! Ma ogni tanto è necessario preparare cose che non faresti mai, fare qualcosa che ti piace con lo spirito di “non ottimizzare” il tempo disponibile. E poi, si conservano a lungo se protetti da carta argentata, da pellicole o in una scatola di latta (non fateli troppo lunghi in questo caso).

Procedimento: Impastare insieme 500 g di farina 00, 250 g d’acqua, 15 g di lievito di birra, 3 cucchiai d’olio, 8 g di sale, un cucchiaino di zucchero, se si desidera rosmarino oppure origano o anche dei semi di sesamo o papavero. Fare un filone lungo 10 cm circa e poggiarlo su uno strato di farina di semola. Spennellarlo di olio e cospargerlo con altra farina. Coprire e far lievitare per circa un’ora. Dal lato corto del filone tagliare delle fettine di impasto, tirarle e assottigliarle tra le mani il più possibile formando dei grissini (verranno diversi, ma questo è il bello).

Poggiarli su una teglia distanziati l ‘uno dall’altro e cuocerli in forno a 200 gradi per mezz’ora circa. Il colore ci dirà quando saranno pronti !

domenica 20 settembre 2009

Torta salata alle verdure e stracchino






Adoro le torte salate, forse più di quelle dolci. Probabilmente è proprio questo il motivo per cui mi cimento spesso a prepararle e devo dire che, dopo tanti esperimenti, sono sempre più buone e ben fatte. Mi danno grandi soddisfazioni, a differenza dei miei alunni, sono spesso la soluzione per una cena con gli amici, al posto della pasta che la sera non è gradita, oppure rappresentano un antipasto da mangiare con le mani. Difficilmente mi faccio i complimenti; faccio autocritica e trovo sempre qualcosa che non và nelle mie pietanze anche quando dai commensali sono considerate perfette. Ma questa volta la mia torta salata era davvero SUBLIME!

Come ho fatto la pasta brisè :
Per una torta di 28/30 cm coperta ho utilizzato 500 g di farina 00 , 280 g di burro ammorbidito qualche istante al microonde, del latte freddo q.b e un paio di cucchiaini di sale.

Come ho fatto il ripieno:
In una grande insalatiera ho messo la farina, il sale e il burro e ho cominciatoo ad unire i due ingredienti schiacciandoli bene tra le dita, ho aggiunto il latte a poco a poco raccogliendo la farina del fondo e continuando a stringere l’ impasto nelle mani finchè non si è formata una palla compatta e liscia. La quantità di latte è fondamentale in questa fase! Né troppo né troppo poco! Ho avvolto la palla nella pellicola e l'ho messa in frigorifero per mezz’ora. Posso preparare questo impasto anche il giorno prima, ma tirarlo fuori dal frigo almeno un’ ora prima di usarlo.
Per il ripieno, ho messo in una grande padella un cespo di verdura scarola lavata e tagliata grossolanamente, una confezione di verdura già lavata pronta nel sacchetto, quella che si trova in tutti i supermercati, bietole nel caso specifico, mezza cipolla grattugiata, qualche pomodorino pachino, delle olive nere snocciolate, un pizzico di peperoncino, qualche semino di finocchio, olio e sale (poco). Ho lasciato appassire il tutto a fuoco basso, ho girato il ripieno un paio di volte e alla fine, a fuoco spento, ho aggiunto un paio di pugni di caciocavallo grattugiato.
Come ho assemblato:
Ho preso la pasta brisè dal frigorifero l’ ho stesa con il mattarello tra due fogli di carta forno formando due cerchi, uno più grande dell’ altro. Con il grande ho foderato una tortiera imburrata e infarinata coprendo anche le pareti, ho bucherellato il fondo con i rebbi di una forchetta e ho sistemato dentro il ripieno di verdure in modo omogeneo, ho messo sulla superficie delle grosse cucchiaiate di stracchino (una confezione intera) e ho coperto il tutto con il secondo disco, sigillando bene i bordi, dopo averli rimboccati, con dell’uovo sbattuto. Ho ricoperto la superficie con una spolverata di semi di papavero e ho messo in forno caldo a 180/200 gradi a cuocere per mezz’ ora circa finchè la torta non ha assunto un colore dorato. L’ ho servita a tavola, come primo piatto, accompagnata da un riesling dell’oltrepò pavese. La torta si scioglieva in bocca e il vino completava l’opera in una armonia di profumi e sapori. :-)

mercoledì 16 settembre 2009

Torta agli amaretti


Per consolarci un po' qualcosa di dolce e veramente buono.

Ingredienti:
100 g. di farina 00
160 g. zucchero (anche di canna)
180 g. burro
120 g. amaretti
2/3 cucchiai di gocce di cioccolato
4 uova a temperatura ambiente
Due dita di vino dolce (passito, Marsala…)

Procedimento:
Mettere gli amaretti sbriciolati in una ciotola con il vino e lasciarli macerare . In un'altra ciotola lavorare bene il burro ammorbidito con lo zucchero. Unire i quattro tuorli uno per volta, la farina, gli amaretti e le gocce di cioccolato. Montare a neve i quattro albumi e unirli al composto preparato. Imburrare e infarinare una tortiera ( se in silicone non è necessario) e infornare a 180 gradi per 30/40 min. Servire con della panna non zuccherata poco montata.

martedì 16 giugno 2009

mercoledì 1 aprile 2009

sabato 7 marzo 2009

Cassata al forno siciliana




Quando si legge della Sicilia non può mancare, tra carrettini (ormai inesistenti) e coppole (tornate di moda), qualche foto coloratissima della "cassata siciliana".

L`origine di questa torta e` araba e ovviamente anche il suo nome.

"Qas'at " in arabo significa bacinella; la cassata e` ,infatti, un vero contenitore di ingredienti.

Inizialmente, la "bacinella" era una semplice pasta frolla ripiena di ricotta zuccherata e poi cotta al forno. Successivamente, sembra nel periodo normanno, divento` il dolce colorato e dolcissimo che tanti conoscono, fatto di pan di Spagna, pasta reale, frutta candita, un vero tripudio di colori e ingredienti.

Per distinguere la prima versione, con cottura in forno, da quella ottenuta per assemblaggio di ingredienti già cotti ed elaborati separatamente, i Siciliani continuano a chiamare la prima "Cassata al forno" e la seconda "Cassata" e basta.

Certamente meno dolce e meno stucchevole, ma anche meno bella della seconda e forse meno calorica, la "cassata al forno" viene sfornata, ormai tutti i giorni, non solo da tutte le pasticcerie di Palermo ma anche da quasi tutti panifici della città.

Non e` difficile da realizzare in casa, ma il palato sopraffino di ogni Palermitano viene appagato soltanto dal proprio fornitore di fiducia, spesso un panificio o una pasticceria lontana dalla propria abitazione, in un posto dove, come si dice qui a Palermo, "ha perso le scarpe il signuruzzu", cioè`Nostro Signore, che molto poco attento alle Sue scarpe le perde continuamente in luoghi molto difficili da raggiungere.

Per la pasta frolla:

500 g di farina
225 g burro o strutto
150 g zucchero
50 g latte
5 g ammoniaca o un cucchiaino di cremor tartaro
1 uovo
scorza limone


Per il ripieno di ricotta

1 k di ricotta di pecora, 300 g di zucchero, gocce di cioccolato a piacere

(Se la ricotta e` di mucca aumentare di 150 g lo zucchero)

Procedimento

Far ammorbidire il burro e impastarlo con lo zucchero fino a ottenere una crema, unire l`uovo e amalgamarlo alla crema e il latte. Proseguire aggiungendo l`ammoniaca (o il cremor tartaro) e la scorza grattugiata di limone.

A questo punto aggiungere la farina e impastare con le mani delicatamente fino a formare una pallina soda e morbida. Far riposare l`impasto in frigorifero per due ore.

Preparare la crema di ricotta unendo la ricotta, passata al setaccio con lo zucchero e il cioccolato.

Io uso il robot da cucina per amalgamare ricotta a zucchero, in questo modo evito di setacciare la ricotta. Ma in questo caso anche la crema deve rimanere un po` in frigorifero per solidificarsi.

Stendere con il mattarello una parte di pasta frolla dello spessore di mezzo centimetro e foderare il fondo e le pareti di una tortiera imburrata e infarinata (la mia ha un diametro di 23 cm e ha le pareti un po` svasate e mi e` avanzata un bel pezzo di pasta frolla). Riempire il contenitore cosi` ottenuto con tutta la ricotta e ricoprire con un disco di frolla anch' esso steso sottilmente.

Rimboccare i bordi della copertura facendoli ben aderire alle pareti della torta. Mettere in forno caldo a 220 gradi per mezz' ora circa , controllando il colore e la cottura della base della torta. Farla raffreddare prima di capovolgerla e decorarla con zucchero a velo abbondante. Il giorno dopo sarà più buona e due giorni dopo ancora di più.

domenica 1 marzo 2009

Vitello all` olio




Il nome originario di questa ricetta e` "Vitello all`olio di Sergio" ed e` tratta dal primo libro di ricette di Anna Moroni e Antonella Clerici "OGGI CUCINI TU". Per la sua semplicità e la sua bontà l` ho adottata nella mia cucina già da un po' di tempo e ogni volta riscuote sempre un gran successo. In realta` non ci vuole nessuna bravura, ma un buon tocco di carne e tre ore di gas!


Ingredienti :

Un tocco di vitello per arrosto da 1,5 k circa (noce o judisco)
1 bicchiere e mezzo di olio extra vergine d` oliva
1 limone
1 o 2 mestoli di brodo (oppure aumentare di mezzo bicchiere l`olio)
Procedimento:

Strofinare con le mani il tocco di carne con abbondante sale e metterlo dentro un tegame. Unire l`olio e il succo del limone.

Coprire il tegame con un foglio di carta-forno e chiuderlo con il coperchio. Mettere qualcosa di pesante sul coperchio (ad esempio un batti-carne) e cuocere a fuoco bassissimo per tre ore senza mai scoprire la pentola.

Dopo il tempo previsto, togliere il coperchio e, se necessario, allungare il sugo rimasto con del brodo. Far raffreddare e tagliare a fette. Servire con l`olio profumato rimasto nel tegame. Accompagnare con un buon pure`.

domenica 8 febbraio 2009

Rosticceria per festicciola in casa





Con la ricetta che segue si possono realizzare vari pezzi di rosticceria tipica siciliana come pizzette, calzoni, rollo`, ma anche pezzi dolci come ciambelline o iris.
Questo e` molto comodo in occasione di una riunione tra ragazzi in casa; con uno stesso impasto un vasto assortimento di "mignon" dolci e salati, ancora più assortiti se ci si inventa diversi ripieni. Oggi mi limiterò al procedimento per calzoni e rollo` (vedi figura).

Dosi per l`impasto:

1 k di farina 00
100 g. di zucchero
100 g di margarina o burro o strutto
20 g di sale
2 uova
acqua qb (500 g o più)
40 g di lievito di birra fresco (da aumentare a 60 o 70 se l` ambiente di lavoro e` freddo)

Procedimento pasta brioche:

Mettere tutti gli ingredienti insieme, eccetto l` acqua, in una grande insalatiera e cominciare ad impastare aggiungendo gradatamente l`acqua necessaria ad ottenere un impasto liscio e compatto (sbatterlo più volte sul piano di lavoro aiuterà ad ottenere la consistenza giusta).
Dividere l` impasto in tante piccole palline, grandi come arancinette; si potrebbe arrotolare l`impasto come una grosso salame e poi tagliarne dei pezzi regolari.

Per i rollo`:
Con 20 wurstel si ottengono 40 rollo`. Ogni pallina di impasto va arrotolata premendola delicatamente sul tavolo fino ad ottenete un rotolino sottile come un dito (vedi figura). Arrotolare ogni rotolino su un wurstel (come mostra la figura) fino a nasconderlo completamente.

Il pezzo ottenuto verra` diviso in due parti. Continuare cosi` fino a esaurimento dei wurstel. Poggiare i rollo` su una teglia rivestita di carta forno, spennellarli delicatamente con uovo battuto e decorare con semini di sesamo. Attendere lievitazione; questa si concluderà quando, premendo con un dito l`impasto, la fossetta ottenuta non ritornerà piu` a gonfiarsi .

Per i calzoni:
Le dosi sono orientative, dipendono, infatti, dalla quantità di ripieno desiderata:
Per 30/40 pezzi potrebbero bastare 2 mozzarelle ben sgocciolate e 300 g di prosciutto cotto.
I due ingredienti vanno tagliati a piccoli pezzi e mescolati insieme. In alternativa il ripieno potrebbe essere di verdura, carne o altro a piacere.

Ogni pallina di impasto, preparata prima, andrà stesa e appiattita con un matterello sul piano da lavoro rendendola ovale. Un po` di ripieno verra` poggiato su una meta` della forma e verranno sovrapposti i bordi a formare un raviolo. Spennellare bene i bordi con uovo sbattuto.
Per un effetto lucido spennellare anche l`intera superficie, altrimenti decorare con un velo di salsa di pomodoro e origano. Attendere la lievitazione.
Cuocere i pezzi ben lievitati in forno caldo a 220 gradi fino a colorazione avvenuta.

lunedì 12 gennaio 2009

Torta al cioccolato




La ricetta e` di "Cioccolato/Torte classiche " , Collection di sale e pepe, sperimentata già due volte.
Facile, facilissima e lo dice una che con i dolci ha qualche problema.

Procedimento:

Sciogliere a bagnomaria 350 g di cioccolato fondente con 125 g di brandy, 125 g d acqua, 30 g di cacao, 250 g di burro, 115 di zucchero bianco.
Sbattere benissimo, con il mixer, 10 tuorli e unirvi il cioccolato fuso (freddo) e 60 g di farina setacciata.
A parte montare a neve ferma gli albumi rimasti (10) con 1/2 cucchiaino di cremortartaro e 60 g di zucchero. Unire con delicatezza gli albumi montati all` impasto di tuorli e cioccolato.
Versare in uno stampo e cuocere per un` ora o più a bagnomaria in forno caldo a 160 gradi . Togliere dal forno, far raffreddare e spolverizzarlo di zucchero a velo.
Sale e Pepe propone di accompagnarlo con dei frutti di bosco, il mio suggerimento e` di accompagnarlo con della panna montata poco zuccherata.

lunedì 8 dicembre 2008

Roselline al salmone



Queste roselline di pasta le ho cucinate qualche tempo fa e non ho piu` la ricetta. Credo di averla presa da un Sale e Pepe, ma non sono sicura neanche di questo.
L`unica cosa che ricordo e` che per un pacco di lasagne fresche (250 gr.) era prevista una quantita` di salmone affumicato di 500 gr. Io ne ho utilizzato meno della meta` e sono venute buonissime.

In breve, ho steso su ogni lasagna abbondante besciamella, spinaci lessati e salmone affumicato in quantita` desiderate e ho formato dei rotolini come mostra la figura. Ho poi sistemato le roselline in una pirofila e ci ho versato sopra altra besciamella allungata con un po` di latte. In forno fino a cottura. Da rifare per Natale.

lunedì 17 novembre 2008

Minestra con cozze, broccolo e finocchietto




Ingredienti per 4 persone:


2 kg di cozze
2 mazzetti di finocchietto selvatico
1/2 cipolla
due/tre mestoli di cavolfiore già bollito
qualche oliva nera
150 g di spaghetti tagliati



Procedimento:


Togliere il filo alle cozze e pulirle bene. Farle scoppiare in un`ampia padella e sgusciarle, conservare il liquido filtrato. Cuocere in una pentola il finocchietto in acqua salata. Fare un leggero soffritto con la cipolla grattugiata e un filo d`olio extravergine, unire il broccolo e il finocchietto. Aggiungere le olive snocciolate e infine le cozze sgusciate. Dopo qualche minuto allungare con l`acqua del finocchietto e l`acqua delle cozze. Al bollore, buttare 150 g di spaghetti tagliati e al secondo bollore spegnere il fornello e coprire la pentola con il suo coperchio. Dopo una decina di minuti la minestra e` cotta.



venerdì 10 ottobre 2008

Un meme dalla Spagna

Accetto l`invito di Sonia a partecipare al meme. Non sono sicura, pero`, di aver capito tutto!!!

Le sei cose che non mi piacciono (le prime che mi vengono in mente) sono:

La combinazione ignoranza-presunzione (e` veramente terribile!);

Sentirmi sola e trascurata;

Sistemare i cassetti delle mie figlie e ritrovarli disordinati il giorno dopo;

Impegnarmi a fare una torta (non e` il mio forte) e scoprire troppo tardi di avere dimenticato il lievito;

Arrivare tardi ad un appuntamento;

Fare un lavoro che non mi gratifica

Le cose che mi piacciono sono:

Un bel pugno di nocciole tostate da gustare a occhi chiusi;

Un massaggio alla schiena fatto dalle mani calde e forti di mia figlia;

Fare shopping con la carta di credito del marito;

Viaggiare ;

Ricevere complimenti per qualcosa;

Ascoltare la musica che mi piace ad altissimo volume

Giro questo meme a :
Whitewillow
Giovanna
Coco`
Adina
Elisa
Bian

sabato 30 agosto 2008

Pasta ai gamberoni e croccante di frutta secca





Il cibo nutre e consola! Questa e`una pasta che consola ma che alleggerisce le tasche, soprattutto se i commensali sono tanti! Ma per un benvenuto in famiglia, dopo una brutta estate tra ospedali e medici, e` quello che ci vuole.
L`ingrediente fondamentale e` la pescheria di fiducia, perché i gamberoni siano veramente freschi. E poi un miscuglio di frutta secca tritata tostata in padella unita a del pangrattato anch`esso abbrustolito.


Per 4 persone :

Dopo aver lavato una ventina di gamberoni, sgusciarli lasciando le teste. Scottarli brevemente in padella con olio, aglio e origano . Cuocere al dente 350 gr. di pasta del formato desiderato e , dopo averla scolata, ma non troppo, farla saltare in padella insieme ai gamberoni per un minuto. Unire, infine, il pangrattato e il miscuglio croccante di pinoli, mandorle e nocciole.

mercoledì 16 luglio 2008

Cassata di pesce spada (ricetta di Peppe Giuffre` modificata)



La ricetta originale e` del nostro sicilianissimo chef Peppe Giuffre` ed e` riportata in uno dei suoi bellissimi libri , ricchi di racconti, ricette e fotografie, dal titolo "officinagastronomica", edizione Peppe Giuffre` .

Ingredienti per sei persone

1 kg di tonno tagliato a fette circolari di un centimetro di spessore
1/2 kg di pomodorini pachino
100 gr. di pistacchi sgusciati e tritati
2 zucchine genovesi
1 mazzo di "giritelli" selvatici
menta, basilico,prezzemolo, origano, alloro, pepe
1 arancia e limone
50 gr di pangrattato
due bicchieri di vino bianco catarratto e insolia

Procedimento:

In una teglia da forno disporre alcune foglie di alloro, delle fette di limone e un po` d` olio d` oliva. Adagiarvi una fetta di tonno, dopo averla cosparsa di sale, e sistemare sopra i pomodorini a fette, le zucchine a fette precedentemente fritte, la verdura lessata, una manciata di menta, basilico, prezzemolo tritati e origano, una manciata di pistacchi , una spolverata di pangrattato e pepe.

Ricoprire con una fetta di tonno e ripetere i condimenti, chiudere con un`altra fetta di tonno e decorare sfruttando il verde dei pistacchi e del prezzemolo, il rosso del ciliegino, l`arancione della scorza d` arancia e il giallo della scorza del limone; decorare come fosse una cassata siciliana.

Infornare , dopo avere versato il vino nella teglia ,e far cuocere in forno caldo a 170 gradi per 20 minuti o più.

Personalizzazione:

Al posto del tonno ho utilizzato il pesce spada. Si possono fare due o tre piani. Una delle figure mostra la ricetta realizzata con tre fettone di pesce. In questo caso pero` la cottura e` stata molto lunga ed e` stato necessario incidere la polpa in più parti per far cuocere bene la fetta intermedia. Più semplice e` stata la cottura della pietanza a due strati; ho evitato la verdura proposta nella ricetta originale e ho usato la zucchina napoletana anziché la genovese. La cottura e` durata più di un`ora con l`accorgimento di bagnare spesso la superficie del pesce con il liquido di cottura. Ho usato anche le fette d`arancia per decorare la pietanza e fare un bordo intorno. L`effetto estetico e` meraviglioso e il sapore sorprendente.