giovedì 13 dicembre 2007

- Dolcini di mandorle e pistacchi



Ho gradito l`invito di Francesca e percio`, Aspettando il Natale , ho gia` preparato i tradizionali pasticcini di mandorle e pistacchi siciliani da conservare in scatole di latta pronti da offrire in qualunque momento di questo periodo festivo. L`ideale sarebbe conoscere, a conclusione di tutte le feste, i menu completi piu` riusciti che gli amici blogger hanno proposto ai loro ospiti.

Ingredienti:
250 gr. farina di mandorle o di pistacchi
200 gr. zucchero bianco
50 gr. miele
1 pizzico vaniglia
3/4 gocce di essenza di mandorle (solo per i pasticcini di mandorla)
albumi quanto basta

Per la decorazione: granella di nocciole, mandorle a lamelle, pinoli, granelli aromatizzati all` anice zucchero a velo ecc.

Procedimento:

Unire farina, zucchero, miele e aromi mescolando bene. Aggiungere la quantita` di albume d`uovo sufficiente a rendere l`impasto maneggevole. Formare delle palline da passare velocemente in altro albume e farne rotolare una certa quantita`nella granella di nocciole, un` altra parte nei pinoli, e un` altra parte ancora nei granelli all`anice. Si puo` anche dare una forma allungata ai dolcini, spolverarli di zucchero a velo e modellarli ottenendo una "esse". Si potrebbe inoltre schiacciare leggermente le palline e inserirvi al centro una mandorla tostata o una ciliegina candita o un pistacchio. Preparate tutte le possibili varianti cuocere su carta forno per 6/8 minuti i pasticcini a 200 gradi circa fino a leggera coloritura. Una volta raffreddati si possono riporre in pirottini decorati e possono essere conservati per tutto il periodo delle feste natalizie.


giovedì 1 novembre 2007

- Torta devil al cioccolato ripiena di cioccolato e ricoperta di cioccolato


Ingredienti:

Per la base
300 gr. margarina o burro
300 gr. zucchero
100 gr. farina di mandorle
6 uova a temperatura ambiente
250 gr. farina setacciata
50 gr. cacao amaro
1/2 bustina di lievito o cremor tartaro se e` necessario

Per la crema al cioccolato
1 lt di latte intero
250 gr. di zucchero
80 gr. di amido
40 gr. di farina
100 gr panna liquida + 400 montata
vanillina
200 gr. cioccolato fondente
Procedimento:
Lavorare a crema il burro con lo zucchero, unire le prime due uova, mescolare fino ad amalgamarle e continuare a sbatterle con la frusta elettrica, procedere cosi` fino ad esaurimento di tutte le uova montando bene il composto che deve risultare soffice e cremoso. Unire la farina di mandorle e continuare a montare con le fruste. Unire, a questo punto, in modo delicato, la farina e il cacao setacciati in modo delicato. Se questo procedimento e` stato fatto attentamente, e cio` accade soprattutto se tutti gli ingredienti sono a temperatura ambiente , il composto non necessita di lievito, altrimenti, soprattutto se non si e` abbastanza pratici, bisogna aggiungerlo. Questo impasto va cotto in forno a 160/180 gradi per 30/40 minuti in uno stampo tondo a cerniera imburrato e infarinato.

Per la crema:
Mescolare in una casseruola lo zucchero con l`amido e la farina, unire una parte del latte sciogliendo i grumi con una frusta e ancora il latte rimanente, 100 gr di panna liquida e un pizzico di vanillina. Cuocere sul fornello a fuoco moderato fino ad inizio di bollore, spegnere e unire il cioccolato fondente. Montare a parte la panna rimasta e unirla a due terzi della crema base solo quando sara` completamente fredda o meglio ancora dopo averla raffreddata in frigorifero.

Montaggio:
Tagliare trasversalmente la base di devil ottenendo tre dischi, farcire i due piani interni con la crema mescolata alla panna e ricoprire la torta con la crema. Decorare a piacere.

venerdì 5 ottobre 2007

- Le mie olive tanto desiderate






Posseggo una mini casa in un posto splendido che e` San Vito Lo Capo con un minuscolo fazzolettino di terra (uno scottex aperto), in cui ho piantato le tipiche piante decorative dei nostri luoghi: gelsomini, buganvillee, palme nane. Spicca un albero d`ulivo per la sua mole rispetto a tutto il resto e per la sua forma un po` scoliotica. Ogni hanno produce un bel cesto (5/6 kg) di olive grosse. Qualche anno fa ho deciso di ritardare la raccolta per avere le olive nere che preferisco alle verdi. MERAVIGLIOSE. L`anno successivo, approfittando del mio giorno libero dalla scuola, sono partita per San Vito soltanto per andare a raccogliere le mie olive nere gia` seguite nel tempo. L`albero era assolutamente vuoto! Le olive c`erano fino a un paio di settimane prima ed erano anche belle grosse! Questo scherzetto e` accaduto un` altra volta e mi sono consolata dicendo a me stessa che forse erano troppo buone e meritavano un furto.

Quest`anno ho anticipato la raccolta, anche grazie alla precocita` della maturazione, (due settimane fa) accontentandomi di grosse olive verdi (poche direi) e una minina parte di nere, lasciando ancora sull`albero olive piccole non ancora pronte e ho proceduto come mi ha insegnato mio padre.

Quelle verdi vanno conservate in salamoia: dopo aver lavato le olive metterle dentro un barattolone ermetico e coprirle con 1 litro d`acqua dentro cui sono stati sciolti 100 gr. di sale, ( o la dovuta proporzione), unire spicchi d`aglio e rametti o semi di finocchietto, se si vuole, chiudere e attendere un mese circa prima di mangiarle. Quelle nere, invece, vanno messe in barattoli piu` piccoli insieme a dei pugnetti di sale. Il barattolo viene chiuso (non ermeticamente) e dopo averlo agitato un po` si elimina il liquido formatosi. Per diversi giorni si dovra` provvedere ad eliminare il liquido fino a quando non se ne formera` piu`. Le olive vengono, a questo punto, lavate e lasciate asciugare dentro un forno tiepido ma spento. I barattoli ben puliti e con i tappi nuovi nuovi vengono riempiti, chiusi bene e sterilizzati. Anche per le nere attendere una ventina di giorni prima di mangiarle.

domenica 30 settembre 2007

- Polpette greche di zucchina




Come sempre succede, esistono diverse ricette per la stessa pietanza e svariate sono le interpretazioni di ciascun cuoco per lo stesso piatto. Nei libri ne ho trovate due o tre versioni diverse. La ricetta che segue mi e` stata fornita da una ragazza greca che mi ha solo spiegato il procedimento ma non mi ha fornito le dosi. Le dosi che io darò in seguito sono la combinazione tra un ricettario greco e l`esperienza personale. Mi sono sempre riuscite bene avendo il solito buon senso di fare attenzione alla consistenza delle polpette prima della cottura e modificando eventualmente qualcosa. Purtroppo la foto lascia sempre un po` a desiderare! Spero in tempi migliori.


INGREDIENTI:

1 zucchina da 800 g circa (quella verde chiaro, NO genovese)
250 gr di formaggio feta
1 cipolla (non tutti la mettono)
1 o 2 uova
1 tazza di pangrattato o fette biscottate sbriciolate
abbondante prezzemolo e menta piperita
sale
farina e olio per la frittura


PROCEDIMENTO:

Grattugiare la zucchina dopo averla lavata, salarla e farla sgocciolare bene dentro uno scolapasta ed eventualmente tamponarla con un panno. Grattugiare anche la cipolla e mescolarla alla zucchina scolata. Unire la feta sbriciolata, due uova se piccole o uno grosso, il pangrattato, la menta e il prezzemolo. Non aggiungere sale perché e` già nelle zucchine e nella feta. Controllare la consistenza che deve essere morbida ma maneggevole da consentire di formare delle polpettine, quindi aumentare se necessario il pangrattato. Infarinarle e friggerle in olio extra d`oliva.

domenica 16 settembre 2007

- Polpette di melanzane



Come anticipato, ecco la ricetta delle polpette di melanzane come le facciamo noi a Palermo. Non credo che in altre regioni esista niente del genere, qualcuno mi dia notizie, ma come dicevo nel precedente post, l`idea e` analoga a quella delle polpette di zucchina greche e soprattutto il loro profumo li accomuna. Possono sostituire un secondo piatto, quando si e` stanchi di troppe proteine, oppure essere servite come aperitivo o come cibo da piluccare con le dita. Sono un ricordo dell`estate, che in realtà qui da noi sembra sia ritornata, e piacciono certamente anche ai bambini. Nel prossimo post la ricetta greca, o per lo meno la mia interpretazione delle zucchini balls (traduzione dal greco all`inglese di una irripetibile parola greca ! )

INGREDIENTI per 20 polpette:

1 melanzana viola grossa
1 uovo
2 cucchiai colmi di parmigiano o pecorino
abbondanti basilico fresco e menta (qualcuno mette solo il basilico
pangrattato
farina per infarinare
olio per friggere
una spolverata di noce moscata
aglio, sale

Cuocere la melanzana intera nel forno. Controllare la cottura infilzandola con uno spiedino. A cottura ultimata spellarla e schiacciarla con una forchetta dentro una insalatiera, unire l`uovo, il sale, il parmigiano (o pecorino), uno spicchio d`aglio tritato, il basilico e la menta, la noce moscata e amalgamare il tutto. Unire, infine, tanto pangrattato da poter manipolare l`impasto e formare delle polpette di grandezza desiderata. Infarinarle e friggerle in olio bollente. Se piace si possono accompagnare con una salsa di pomodoro pelato fresco.





venerdì 7 settembre 2007

- Tema: racconta le tue vacanze










Ed eccoci qui, rientrati dalle vacanze con la consolazione di ritrovare gli amici bloggers con i quali scambiare idee. E` come ritrovarsi seduti insieme a tavola a mangiare e bere condividendo lo stesso pasto e, come si fa spesso, a scambiarsi ricette. Il cibo, e soprattutto il pasto condiviso, e` un momento unico di conoscenza e confronto. Una tavola imbandita esprime la storia, la cultura , il luogo, la realtà della gente che ti ospita. Il cibo parla da se, persino quando i commensali hanno origini e culture diverse o addirittura non parlano nemmeno la stessa lingua.

Ho trascorso una settimana a Creta e, non parlando il greco ma soltanto un po` d`inglese (li` un po` tutti lo parlano bene), ho lasciato che la mia vista, il gusto e l`olfatto mi guidassero alla conoscenza di questo popolo allo stesso modo con cui si degusta un vino.

Ho avuto l`opportunità, tra le varie cose, di mangiare il cibo cretese a casa di Sulla, donna indaffarata e sorridente, ma a mio parere stanca, che ha cucinato per me e la mia famiglia, come fosse un giorno di festa importante, dei veri gioielli della cucina del luogo.

La cucina cretese e` un po` diversa da quella greca, o per lo meno, alcune specialita` sono solo locali, un po` per motivi storici, come spesso accade, un po` per motivi legati alla tipicità delle materie prime di questo specifico territorio. Tipici, ad esempio sono i molti formaggi locali (gruviera, kefalotyri, malaka, tyrozouli, piktogalo, myzithra) alcuni dei quali prodotti da una razza di capre protetta, unica al mondo, che vive in un isolotto quasi di fronte la città di Chania, capitale dell`isola fino al 1971, oppure le innumerevoli quantità di verdure selvatiche ed erbe aromatiche che rendono la pietanza più semplice davvero originale. L`uso della menta piperita e` smoderato e speciali sono anche i vari liquori, generalmente fatti in casa, come il tipico "RAKI", una specie di grappa che compare quasi sempre a fine pasto o dentro le ricette sia dolci che salate.

Sulla ha riempito la sua tavola di pietanze bellissime e profumatissime ed era divertita e sorrideva ad ogni nostra espressione di stupore ogni volta che assaporavamo un boccone diverso, delizioso e armonico, tanto da masticarlo piano socchiudendo gli occhi ed emettendo il tipico suono di godimento, comune a qualunque lingua del mondo. Sembravamo dei bambini quando scartano i loro regali cercando d`indovinarne il contenuto e meravigliandosi della sorpresa.

Pomodori, zucchine e peperoni ripieni, involtini di foglie di vite, varie fogge di calzoni e torte salate ( le chiamano Pita), riso delle nozze (gamopilafo), insalata greca, agnello stufato e altro ancora, per concludere con un budino speziato profumato alla rosa e un gelato di vaniglia fatto da Sulla con solo latte e zucchero, ovviamente senza la gelatiera.

Ho ritrovato, tra le varie portate, le polpette di zucchina e feta che avevo già apprezzato lo scorso anno ad Alonissos (isole Sporadi) e che sto imparando a cucinare.

Ho trovato molte affinità con la mia terra e con la cucina siciliana; le melanzane, le zucchine, i pomodori, ad esempio, come facciamo anche noi, vengono cucinati in tutte le salse e l`uso dell`olio d`oliva crudo, il cui consumo, ho letto, si aggira su 100 gr. a testa giornaliere, dicono sia il loro elisir di lunga vita (le statistiche lo dimostrano).

La generosità, la disponibilità, la semplicità e la ricchezza di tutte le persone che ho conosciuto mi ha fatto quasi vergognare! E dire che di noi siciliani si dice che siamo aperti e accoglienti, ma io mi sono sentita spiazzata, e forse le parole mi avrebbero aiutato ad esprimere la mia gratitudine.

Ricomincia il tran tran, la quotidianità che ci abbrutisce, che non ci fa essere disponibili spesso neanche con i familiari. Mi chiedo se anche loro diventino isterici come noi quando, finita l`estate, ricomincerà` per tutti la routine.

Le foto pubblicate sono state scaricate da internet, purtroppo non avevo la macchina digitale, ne ho fatte diverse con l`analogica ma le più belle sono nella testa, come sempre accade. Rappresentano la spiaggia di Elafonissi, piu` splendida dal "vivo" che nelle foto.

Ho in programma qualche esperimento culinario cretese e nei prossimi giorni proporrò un confronto tra le polpette greche di zucchina e le sicilianissime polpette di melanzane.

Un BENTORNATO a tutti.

domenica 15 luglio 2007

- Minestra di zucchine e tenerumi




In questo periodo nei mercati di Palermo svetta la zucchina lunga, ci accompagnerà tutta l` estate, come sempre, spesso insieme alle sue foglie: i tenerumi.
La nostra zucchina, appena compare sulla pianta, viene legata ad un filo teso che favorisce il suo allungamento (almeno e` quanto ho sentito dire). Il suo colore e` verde chiaro brillante e quando e` fresca la sua superficie e` leggermente pelosa.

La zucchina, forse di per se insignificante e poco saporita, si presta a varie pietanze. Essendo rinfrescante purifica se mangiata bollita, cotta (dopo averla privata della sua buccia che si deve raschiare come si fa per pulire le carote) e tagliata a tronchetti insieme a cipolle e patate. Si serve come un` insalata da condire con olio e limone , anche fredda.

Ma la vera pietanza che valorizza la zucchina e le sue foglie e` "la minestra di zucchine e tenerumi" appunto.

Ingredienti:

250 gr. di spaghetti spezzati
1 o 2 mazzi di tenerumi
1 zucchina intera o mezza a piacere
1 grossa cipolla
4 grossi pomodori pelati freschi o in scatola (se piace più rossa aumentare quantità)
Basilico,olio e sale
Parmigiano

Procedimento:

Pulire le foglie dai filamenti più grossi ed eliminare le parti più rovinate e i gambi, lavare la verdura a lungo cambiando l` acqua più volte (l`acqua risulterà schiumosa) e bollirla in abbondante acqua salata. Mettere nel fondo di un tegame, nel frattempo, la cipolla tagliata a fette o a tocchetti, la zucchina pulita (come spiegato prima) e tagliata a dadini, il pomodoro pelato, le foglie di basilico, due dita d`acqua e un po` d`olio. Far cuocere con coperchio senza mescolare gli ingredienti per cinque/dieci minuti, poi proseguire mescolando il tutto fino a cottura ultimata. La cottura delle foglie sarà più lunga, devono essere tenere.
A cottura ultimata scolarle con un mestolo forato, ricordando di non buttare l`acqua di cottura, tagliarle su un piatto servendosi di coltello e forchetta e ributtarle nell` acqua, mettere dentro anche le zucchine preparate (tra l`altro le zucchine preparate in questo modo si possono servire da sole mescolandovi del parmigiano e un uovo battuto) e portare a bollitura. La quantità d` acqua deve essere quella necessaria per cuocere una minestra leggermente brodosa, quindi se e` poca unire altra acqua.

Al momento opportuno buttare gli spaghetti spezzati e cuocere al dente oppure attendere il secondo bollore, spegnere il fuoco e chiudere la pentola con il coperchio. La cottura proseguirà comunque. Controllare che la cottura rimanga al dente, unire del parmigiano a piacere a far raffreddare la minestra nei piatti o conservarla in frigorifero per il giorno dopo tirandola fuori dal frigo prima di andare al mare per mangiarla fredda al rientro. E` senz` altro più gustosa e "goduriosa".

venerdì 13 luglio 2007

- Torta di pesche


Ingredienti

150 gr.farina
100 gr. burro
150 zucchero
1 uovo
1/2 cucchiaino lievito
125 ml latte
1/2 cucchiaino chiodi garofano in polvere
1/2 cucchiaino noce moscata grattugiata
1 cucchiaio zucchero a velo
3 pesche gialle

Procedimento

Scottare le pesche in acqua bollente, spellarle e affettarle. Sciogliere lentamente 40 gr. di burro sul fondo di uno stampo per torte facendolo distribuire in modo uniforme. Cospargere con 90 g di zucchero e sistemare le fette di pesca anche sovrapponendole un po`. Per la pasta lavorare 60 gr. burro con 60 gr. di zucchero, unire l`uovo e amalgamare bene.
Aggiungere la farina, il lievito, le spezie e il latte. Versare l`impasto sopra le pesche e cuocere per 35/40 min.. in forno a 180 gradi.
Prima di sformare il dolce far raffreddare cinque minuti. Se si vuole, si può` servire con della panna montata o con una crema al limone.